La cappella di San Sansone

> Ubicazione

La cappella di San Sansone è stata costruita in due fasi, tra il 1575 e il 1631.

È l’elemento principale di un insieme costituito dal maniero (a sud) da cui si accedeva una volta, la fontana (a nord ovest), il portale d’ingresso (a nord est), il menhir cristianizzato (spostato ai piedi dal portico).

Una prima fase, completata nel 1575 (data già visibile su un contrafforte del pignone), ha portato a termine la costruzione della cappella (senza la torre), un piccolo edificio in stile gotico fiammeggiante con una bellissima porta ornata a sud (quindi l’unica porta di accesso all’interno dell’edificio) e un’abside destinata a ricevere, in seguito, una vetrata dipinta. Questa fondazione sarebbe stata su iniziativa del signore che possedeva la roccaforte di Barac’h-Keruzec, che avrebbe dotato questo territorio isolato di un edificio cristiano, ritmando la vita dei contadini.

Una seconda fase, completata nel 1610 (data visibile su una finestra), porta a termine la costruzione di un massiccio occidentale, con un portico d’ingresso e un campanile composto da una torre quadrata affiancata da una torretta con scala a spirale, sormontata da una cupola. Questa realizzazione si ispira allo stile Beaumanoir, sviluppato nel secolo precedente nel Trégor inferiore, da Morlaix a Lannion, molto apprezzato per la sua eleganza e caratterizzato in particolare da uno slanciato campanile.

Il tempo di Luigi XIII era un periodo di intensa attività religiosa e culturale: cappelle, ossari, calvari, pale d’altare,… Era il tempo della Riforma cattolica, un grande rinnovamento religioso che il Papato aveva avviato al Concilio di Trento.

A San Sansone, il programma architettonico ha beneficiato di notevoli risorse finanziarie poiché molti decorazioni e statue sono stati aggiunti alla cappella rapidamente. Nel 1631, la trave interna è stata construita. E, probabilmente nello stesso periodo, la pavimentazione è stata realizzata, la cui disegno e decorazione non mancano di attirare il visitatore: i motivi dei rosoni e delle forme geometriche, la disposizione calcolata delle pietre della lastricatura, non sembrerebbero casuali: ma il loro vero significato rimane un mistero.

Una fontana è costruita in 1632; elemento indissociabile delle cappelle bretoni, la fontana “votiva" e spesso “guaritrice" testimonia soprattutto il potere attribuito alle forze della natura, che la chiesa vuole impossessarsi. La qualità della costruzione in pietra da taglio testimonia la sua importanza all’interno del programma architettonico dell’insieme.

L’accesso da nord, vicino alla fontana, è segnato da due muretti, uno di cui presenta un passaggio sbarrato da una vera: la presenza di quest’ostacolo simbolico deve avvertire il pellegrino sulla presenza di messaggi, che gli saranno consegnati se sa comprenderli, attraverso l’organizzazione dello spazio santo, il percorso che gli sarà proposto, gli elementi d’architettura e di decorazione che gli saranno permessi di ammirare. Questi muretti, deteriorati e diffusi al XX secolo, sono stati restaurati recentemente.

Nel XVII secolo, di fronte a una pratica religiosa dilettante (la popolazione, e talvolta il clero, sono troppo spesso colpevoli di ignoranza, e persino di ubriachezza o di paganesimo), la Chiesa ha intensificato l’attività dei sacerdoti-combattenti, come Michel Le Nobletz o il padre Julien Maunoir. Era il tempo dei fasti dell’arte parrocchiale, associando rettori, signori, ma anche parrocchiani; in pratica c’era una permeabilità tra religioso e profano.

Era probabilmente in questo periodo che il menhir cristianizzato (o Fulani) è stato spostato per essere installato ai piedi del nuovo portico, nell’asse dell’edificio. Secondo la leggenda, se diceva che questa pietra favorisse la fecondità dei sposini che dovevano venire a sfregarsi contro il menhir, nudi, la notte… Si è cercato di cancellare l’aspetto fallico del menhir tagliando la sommità a forma di croce, e riponendolo nel recinto sacro della cappella. A pochi passi di distanza, è stata "cristianizzato" il grande menhir "di Penvern" (chiamato anche "di Saint-Uzec") in modo molto più coerente, probabilmente sotto l’influenza della predicazione di padre Manoir, venuto nel 1674 a Pleumeur-Bodou per incoraggiare il fervore religioso sul tema del sacrificio e della Passione di Cristo.

Alcune date sulla cappilla San Sansone:
- 1575 : fondazione della cappilla
- 1610: estensione ovest
- 1629: Meridiana
- 1631 : trave interne
- 1632: fontana

Da vent’anni il comune di Pleumeur-Bodou si è impegnato per la manutenzione e la ristrutturazione dell’insieme, con numerosi lavori, grandi e piccoli, in particolare:
- 2001: porte, luce e statue 
- 2007 : vetrata che illustra la vita di San Sanson.
- 2011 : facsimile della meridiana
- 2014: Accesso al sito

La cappilla di San-Sanson è così considerata come una delle più belle cappelle del Trégor, ed uno dei più begli esempi d’arte parrocchiale in Bretagna.

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